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Sei ignorante o intelligente emozionalmente?

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Occupandomi anche di comunicazione una delle cose che più mi viene richiesto è l’intervento sull’incapacità o la paura di gestire un conflitto.
Ci sono persone diventate maestri nell’arte di creare i conflitti e persone, la maggior parte a dire la verità, che evitano di affrontarlo.
Per conflitto intendo non solo quello palese generato da una discussione, da un litigio o da punti di vista diversi, ma anche e soprattutto quello un po’ più subdolo che riguarda le decisioni.

Mi spiego meglio: tanta gente ha come una folle paura di affrontare chi gli sta accanto, sia nella vita privata che in quella professionale, dopo aver preso una decisione:

” Questa relazione non è più ciò che voglio”
“Questo lavoro non voglio più farlo in questo modo”
“Non sono più disposto ad accettare certe umiliazioni, modalità, trattamenti”

Tutte cose sensate e giuste, peccato che ci si ferma alla valutazione e al desiderio e non si affronta la cosa con i diretti interessati per paura…
Ma paura di cosa?
Paura di perdere?
Di fare del male?
Del cambiamento?
Del fallimento?
Di stare meglio?
Paura di ferire?

Quando mi si pongono casi di questo tipo la prima cosa che faccio è ribaltare il punto di vista e fare assumere la posizione dei diretti interessati, partner, colleghi, capi, figli, ecc…
La domanda è molto semplice:
“Se fossi tu al loro posto ti piacerebbe che si stesse con te senza amarti?
Senza starci più bene?
Nella piena insoddisfazione?
E di solito la risposta è:
“Assolutamente no!”

Ed io:
“Allora perché tu fai a loro ciò che non vorresti fosse fatto a te?
Non ti sembra un po’ contraddittorio?”

Cambiare punto di vista fa vedere le cose in maniera più distaccata e in automatico si diventa più lucidi e obiettivi.

Basta questo per fare il passo verso la gestione del conflitto?

A volte si a volte no…
Sono tante le variabili che entrano in gioco, una tra tutte l’ignoranza emozionale (ignoranza nel vero senso del termine, ignorare su come gestirsi emozionalmente, non saperlo fare perché nessuno ce lo insegna).

Essere intelligenti emozionalmente è attitudine di pochi purtroppo anche se è una delle abilità che si possono tranquillamente imparare, ma che in pochi sanno come.

È necessaria una specifica, quando parlo di intelligenza emozionale non intendo assolutamente l’essere distaccati, freddi, razionali… tutt’altro….

L’intelligenza emozionale è saper gestire ogni tipo di emozione che si vive, non che si sopprime, sia bella che brutta perché si è sviluppato uno STATO D’ANIMO di equilibrio tale per cui si è in grado di essere anche tristi serenamente, arrabbiati serenamente, furiosi serenamente.

Cosa intendo?

Un ignorante emozionale se si arrabbia tende o a reprimere o a dare sfogo e portarsi dietro la sensazione per ore, giorni o addirittura anni, trasformando una emozione negativa in uno STATO costante.

L’intelligente emozionale dà sfogo alle proprie emozioni, ma una volta fatto le lascia andare senza portarsi dietro strascichi inutili…

Facile?
No
Ma vale la pena imparare?
Assolutamente si!
Ne va della qualità della tua vita.

Charlie Chaplin diceva:
“Non aver mai paura di uno scontro.
Anche quando i pianeti collidono, dal caos nasce una stella” 😉

La comunicazione è parte integrante di tutto questo processo perché come ti parli indirizza le emozioni che provi…

Ricorda che la qualità della tua vita è direttamente proporzionale alla qualità della tua comunicazione con te stesso e con gli altri.
Tienilo bene a mente e agisci di conseguenza!

 

 

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