Quella gamba attaccata al collo

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Conditio sine qua non per fare bene il mio lavoro è continuare ad evolversi quanto più possibile.

A dire il vero io faccio questo lavoro proprio per questo perchè in un certo senso mi obbliga ad andare “sempre più in alto” come diceva il caro Mike… 😉

Tra le varie pratiche da un pò di tempo ne faccio una che lavora ad un livello completamente diverso da tutto ciò che ho fatto fino ad ora e la cosa più bella è che la coscienza in questa pratica va a farsi benedire…
Io non devo fare assolutamente nulla, nel vero senso del termine, il bello avviene nei giorni a seguire.

Nell’ultimo incontro avuto, parlando, è venuta fuori una pratica che per me da piccola era azione quotidiana.

Ti è mai capitato di guardare attentamente il viso di tua madre, tuo, padre, il tuo fidanzato, tuo fratello e all’improvviso invece che vederlo nella sua totalità vederlo scomposto?
Solo gli occhi, solo la bocca, solo il naso, e non riconoscerlo?

A me capitava spessissimo e facevo durare il tutto un nanosecondo per paura di rimanere in quello stato di smarrimento.

Oggi vado a “riscoprire” che quella era la cosa più saggia mai fatta in tutta la mia vita, peccato che facevo finire tutto troppo presto per paura.

Hai mai visto i disegni dei bambini quando cercano di rappresentare al loro meglio la mamma, il papà e i fratellini?

Beh per loro è evidentissimo che quel braccio attaccato alla vita o la gamba attaccata al collo o l’occhio esterno al viso sia la loro mamma il loro papà o il fratellino, peccato che gran parte dei genitori e delle maestre cercherà di far rientrare con il tempo tutto negli schemi convenzionali così da facilitare la perdita (almeno fino a che non ci si risveglia) di contatto con il resto del TUTTO.

Noi siamo pezzetti di un TUTTO e assemblarne alcuni per dare una forma e una identità serve solo per facilitare l’esperienza della vita ma in una visione più ampia, niente e nessuno è etichettabile, niente e nessuno è SOLO il ruolo che svolge, niente e nessuno è SOLO l’identità di cui si è vestito.

Io voglio continuare a vedere quel braccio attaccato alla vita, quella gamba attaccata al collo e soprattutto quell’occhio al di fuori di tutto….

 

 

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