Predestination

Film del 2014 da vedere assolutamente…
Per tutta la durata stai lì a montare e smontare ipotesi e quando “capisci”, quando arriva la rivelazione rimani a bocca aperta e fai un rewind del tutto perché ti sembra allucinante… unisci i puntini e l’esito è uno solo, anche se inverosimile.
La sensazione che lascia è una sorta di rivelazione di vita non solo di pellicola fine a se stessa.
La storia è montata come su una vera e propria struttura architettonica che alla fine svela essere sorretta da un unico pilastro…

È geniale il lavoro fatto nel mantenere in piedi diverse vite senza svelare fino alla fine il collegamento che dà la soluzione.

La storia in sé non è più intrecciata di altre, parla infatti di un uomo che viaggia nel tempo, in vari punti del passato, cercando di fermare un terrorista per annullare le stragi compiute nel presente.

Solo che questo intreccio tocca corde, se vogliamo molto alchemiche e spirituali.

“Il” protagonista è Ethan, agente temporale governativo che viaggia nel tempo per dare la caccia a un misterioso terrorista “Fizzle Bomber”, responsabile di aver distrutto mezza New York.
L’ agente rimane sfigurato da un’esplosione mentre sta per catturarlo e così è costretto a cambiare faccia sottoponendosi ad un trapianto.

Nel corso di una nuova missione, Ethan viene “spedito” negli anni 70′.
Lavora sotto copertura in un bar dove incontra John, un giovane uomo che si guadagna da vivere curando una rubrica di “confessioni intime” per un giornale femminile con lo pseudonimo di “la madre nubile”.

Tra un bicchiere e l’altro, John scommette con Ethan di avere una storia incredibile da raccontargli e così inizia …

In origine, infatti, il suo nome era Jane perché nacque femmina.
Venne portata in un orfanotrofio appena nata e crebbe lì.
Il suo sogno era sempre stato quello di entrare a far parte del programma spaziale.
Ad un certo punto della sua vita incontrò un uomo misterioso che la sedusse e l’abbandonò.
In seguito Jane si rese conto di essere incinta.
Disperata e sola, venne ricoverata in una clinica dove diede alla luce una bambina.
Al suo risveglio il medico le rivelò che nel suo corpo possedeva organi riproduttivi sia femminili che maschili e a causa di una grave emorragia era stato necessario rimuovere quelli femminili.

La figlia, che chiamò Jane, come se stessa prima dell’operazione, venne rapita ( la sua storia si ripete…)
A questo punto Jane, sempre sola, cambia il proprio nome in John.
Ethan a quel punto le propone di trovarsi faccia a faccia con quell’uomo che le ha rovinato la vita, per vendicarsi, svelando il suo potere di muoversi nello spazio-tempo.
Qui hanno inizio un po’ di rivelazioni…
Scopriamo subito infatti che era John stesso l’uomo di cui si era invaghita Jane che quindi diventa padre e madre contemporaneamente…
Veniamo poi a sapere che è stato proprio Ethan a rapire la bambina nel 1940 ed a portarla nell’orfanotrofio dove la abbandona.
Quindi Jane/John è padre e madre di se stessa.
Non solo…
Jane/John è anche Ethan, lo stesso agente che sotto copertura lavorava al bar.
E infine si scopre che il terrorista che si è tanto cercato non è altri che Jane/John/Ethan che ha dato fuori di matto dopo tutti i viaggi nel tempo e che rivendica tutte le vite che comunque ha salvato…
Qui l’ombra che è in ognuno di noi la fa da padrone, il buono che è in ogni cosa anche nella più terribile, l’accettazione di ogni parte di se stessi, l’accoglienza al posto della resistenza.
In pratica lui è il burattinaio di se stesso, causa ed effetto di se stesso…

Il viaggio nel tempo può rappresentare un vero viaggio dentro se stessi e i vari incroci gli specchi e i vari noi che incontriamo nell’altro…
A tratti sembra un dialogo con se stesso come se fosse una conversazione interna del protagonista che svela e rivela piano piano le varie parti di sé, sia quelle buone che le famose zone d’ombra…
La figura dell’androgino, della parte femminile e quella maschile che è in ognuno, da equilibrio, i guai iniziano quando queste due parti vengono scisse e una delle due completamente amputata.

È una metafora molto forte questa che invita all’accettazione piena di ogni parte di sé perché la negazione di una sola di esse porta squilibrio e può portare addirittura alla follia.
Questo accade con la parte maschile e femminile ma anche con la parte del buono e del cattino, del salvatore e del carnefice ecc..

È un gran bel messaggio che questo film passa… noi siamo la causa e l’effetto, l’origine e il seguito…
Sembra che ci sia una ricerca che si conclude con il tornare al punto di partenza: una ricerca smodata che porta al ritrovare se stesso.

Ad un certo punto Ethan chiede a John se ucciderebbe l’uomo che, da Jane, le rovinò la vita anche se ne è ancora innamorato.
Lui risponde :
“Io non cerco l’amore, cerco uno scopo”
…a conferma del fatto che lo scopo sta nel titolo del film: essere “predestinato” a diventare “ciò che è”, che dovrebbe essere lo scopo di ognuno…

Alla fine si scopre che il terrorista a cui si è dato tanto la caccia altri non è che Jane/John/Ethan…
Ethan non lo accetta e vuole ucciderlo, ma Il terrorista nel confronto finale gli dice che ucciderlo non è la soluzione, la soluzione è perdonarlo e accettarlo…

Deve accettare e integrare dentro di sé la famosa ombra, proprio come ognuno di noi dovrebbe fare…
Ethan deve quindi integrare l’ombra, solo così uscirà dallo stato di psicosi, dallo squilibrio.
Solo accettandosi completamente ritroverà la sanità e di conseguenza il vero se stesso.

Questo film è una grandiosa, gigantesca, sorprendente metafora del viaggio più bello che ognuno di noi può regalarsi… il viaggio più lungo, imprevedibile, pieno di colpi di scena, che supera ogni immaginazione:
quello dentro se stessi.

Auguro anche a te di indossare finalmente i panni del PREDESTINATO per giungere a CHI SEI VERAMENTE!?

 

 

 

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