FacebookTwitter

Mangia prega ama

Share On GoogleShare On FacebookShare On Twitter

Le opinioni su questo film sono controverse, la critica lo ha stroncato, ma come già detto , questo è uno dei motivi che mi spinge a guardare ciò che la convenzione scarta…😉

Questo film del 2010 lo amo molto perché, al di là della storia molto bella, un viaggio di ricerca, è l’atmosfera che respiro al solo ricordo del film che più mi appassiona.

La colonna sonora, i posti, le motivazioni, il viaggio…

La trama è davvero semplice: una scrittrice newyorkese, sposata con un professionista, con una bellissima casa, una bellissima vita (all’apparenza)… che all’improvviso si “sveglia” e si accorge di aver costruito minuziosamente  una vita non sua, che non le appartiene.

Da qui parte il viaggio verso se stessa…

Dal “risveglio” appaiono le prime difficoltà di chiunque abbia sperimentato un’esperienza simile e cioè…comunicare la decisione agli altri…

…eh già, perché, come dico spesso, molte volte non è prendere la decisione la cosa più complicata quanto il comunicarla…

Lei chiede aiuto in una preghiera ritrovando un amico dimenticato da tempo (Dio) e si fa coraggio.

La prima cosa che fa prima di chiedere è ringraziare per tutto ciò che ha avuto fino ad allora a dimostrazione del fatto che quando ci si risveglia viene naturale ringraziare non chiedere… quando si è dormienti non si fa altro che chiedere e soprattutto ricriminare se “non” si riceve…

Inizialmente si ritrova coinvolta in una nuova storia con un uomo più giovane, ma presto tenderà a replicare gli stessi errori così..

…parte per un viaggio alla scoperta di se stessa.

Italia, India, Bali…

Un viaggio di un anno per ritrovarsi a partire dai piaceri semplici che sembra aver dimenticato, dal cibo, all’arte ed ogni cosa diventa un elemento di risveglio, si lascia ispirare da tutto ciò che la circonda.

In Italia, a Roma, la città eterna capisce che nulla dura per sempre, niente è eterno e che la sola vera trappola è restare attaccati ad ogni cosa.

Arriva in India e qui si scontra con le pratiche meditative accorgendosi di quanto il controllo la faccia da padrone, non riesce a lasciarsi andare e continua a guardare all’esterno per ritrovarsi accorgendosi, presto, che sta guardando dalla parte sbagliata.

Il confronto con quella realtà e con un nuovo amico le dà le chiavi del perdono…

“Vorrei trovare un po’ di pace” confida all’amico e lui…

“Se vuoi arrivare al castello devi attraversare a nuoto il fossato…Chi c’è nel fossato oggi?”

Che è una bellissima metafora per dire che la pace  non è una  destinazione, si trova nel viaggio stesso.

“Devi imparare a scegliere i pensieri alla stessa maniera in cui scegli i vestiti” è questo che fa la differenza.

In questo confronto capisce che niente è sotto il suo controllo e che se le cose non vanno come lei vorrebbe allora deve solo mandare luce e pensieri d’amore.

Il cambiamento non è una brutta cosa ma un grande dono…basta arrendersi, non opporre resistenza!

E’ la volta di Bali…

Qui ritrova lo sciamano che anni prima aveva previsto tutto e nel fargli visita si porta a casa LA lezione(o almeno la capisce):

“Non troppo Dio non troppo io, altrimenti vita troppo pazza”

Questa è una cosa che riscontro spesso anche io proprio per il lavoro che faccio.

Gran parte della gente è troppo sbilanciata da una parte o dall’altra… tende ad essere o troppo ancorata a terra o troppo rivolta verso il cielo, ma in questo non c’è equilibrio.

C’è il momento per ogni cosa nell’arco di una giornata, per meditare, per lavorare, per giocare, per tutto!

La cosa importante è sapere dove si è in ogni momento, questo dà equilibrio.

Sembra che finalmente tutto sia tornato al suo posto quando si innamora di nuovo e caspita… torna prepotente la paura.

Non paura di amare, ma di riperdere la se stessa che tanto ci ha impiegato a ritrovare.

Lo sciamano torna a mettere le cose nella giusta prospettiva facendole notare che…

“…alcune volte perdere equilibrio per tuo amore è parte di vivere vita equilibrata.”

Che meravigliosa definizione per rimetterla sulla retta via… quella dell’AMORE.

Questo le permette di “imbarcarsi” per andare dall’altra parte e godersi un nuovo meraviglioso viaggio condiviso!

“Alla fine sono arrivata a credere in una ricerca che io chiamo fisica dell’anima, una forza della natura governata da leggi reali  quanto la legge di gravità.

La regola di questo principio funziona più o meno così:

Se sei abbastanza coraggiosa da lasciarti dietro tutto ciò che è familiare e confortevole e che può essere qualunque cosa, dalla tua casa a vecchi rancori e partire per un viaggio alla ricerca della verità sia esterna che interna.

Se sei veramente intenzionata a considerare tutto quello che ti capita in questo viaggio come un indizio.

Se accetti tutti quelli che incontri strada facendo come insegnanti…

… e se sei preparata soprattutto ad affrontare e perdonare alcune realtà di te stessa veramente scomode…

…allora la VERITA’ non ti sarà preclusa.”

Imbarcati!… la vita premia sempre chi non rimane in superficie…

 

 

 

Commenti

commenti

Pin It on Pinterest

Share This