Il mio amico Einstein

Un film che ho scoperto per caso e che ha fatto scattare l’immediato stop al mio zapping,

semplicemente perché ho letto quel nome: EINSTEIN, uno degli uomini che cito più spesso nel corso dei miei interventi.

Lo si conosce per lo più come grandissimo scienziato, grande genio e non tutti si soffermano sul suo grandioso rapporto con il divino che,

invece, è ciò che più di tutti gli altri aspetti mi ha affascinato di lui e ciò che ha maggiormente guidato il suo genio.

In questo film del 2008 si racconta il rapporto epistolare tra Einstein ed Eddington,

rinomato fisico dell’università di Cambridge, seguace delle teorie di Newton.

A Eddington viene consigliata la lettura di una nuova tesi, scritta appunto, dallo scienziato svizzero-tedesco-“ogniluogo” Einstein,

teorico e padre della Teoria della relatività generale.

Eddington ammette la brillantezza della teoria del collega, nonostante venga rifiutata dai newtoniani ma,

per amore della verità, si impegna a provarne la correttezza.

Il tutto avviene in uno dei momenti storici più tragici della storia,

la prima guerra mondiale, dove la persecuzione umana la faceva da padrone.

Grazie a questo scambio di lettere tra Einstein ed  Eddington si è arrivati alla scoperta epocale

che ha completamente stravolto le leggi della fisica fino ad allora vigenti.

In tutto questo scambio, al di là delle vicende relazionali e personali protagoniste del film,

la cosa che più mi ha colpita è stata proprio la tenacia, lo studio continuo, la “normale” follia,

il FERMO CREDO, e il rapporto “paritario” con Dio come divulgatore di intuizioni.

Lui è la dimostrazione esatta del potere pratico della teoria.

Fortissimo il ruolo dell’amico epistolare Eddington che ha fortemente contribuito alla ricerca delle prove e che,

quando i newtoniani gli dissero, riferendosi ad Einstein:

“Lui è un teorico cosa può fare per noi?”

Eddington rispose:

“Può smentire e ribaltare tutte le leggi di Newton che dimostrano il funzionamento dell’universo…

Ecco cosa può fare per noi”

La figura di Eddington, anche se poi dimenticata, è stata fondamentale per portare alla ribalta la mente

del genio perché fu lui stesso a fornire le prove della famosa teoria, seguendo le indicazioni di Einstein.

Quindi altro messaggio fondamentale in questo film: ognuno ha il suo ruolo e occupa il suo spazio in questo mondo,

e ognuno è funzionale all’evoluzione dell’altro…

Si sente spesso dire che la teoria non porti a nulla, che il filosofare o l’essere troppo teorico sia tipico di gente poco concreta e,

molte volte risulta veritiero, ma quando questa teoria vive e macina in una mente brillante e creativa come quella di Einstein

allora questa bella frase fatta, non è che fa acqua da tutte le parti, no, va proprio a naufragare.

Non c’è teoria più concreta di quella che nasce da una forte ispirazione e alla quale si crede talmente tanto,

da fare tutto il possibile per dimostrarla con prove tangibili.

Ed è  proprio questo quello che ha fatto Einstein, è partito da una intuizione

(e fai attenzione alle tue intuizioni, allenati a fermarle, appuntarle, registrarle, ASCOLTARLE…..

perché spesso è Dio o una ” mente superiore” che ti parla, e Einstein questo lo sapeva bene),

trasformata poi  in teoria e, siccome nel mondo scientifico vigeva esattamente l’esatto opposto ( la teoria di Newton ),

ha dovuto, per forza di cose, trovare un modo per dimostrare che lui aveva ragione.

A tutti i dubbi insinuati dai luminari dell’epoca, non ha ceduto di un solo millimetro e,

quando uno di questi, conoscendo la sua ferma fede in Dio, gli chiese:

“Cosa faresti se Dio ti dicesse che la tua teoria è sbagliata?

Einstein rispose:

“Lo ringrazierei molto per avermi offerto il suo punto di vista, ma gli direi che si sbaglia…

la mia teoria è troppo bella per essere sbagliata…”

…quando si dice il potere delle credenze eh?

Che in questo caso va ben oltre, perché qui non si tratta più di “credere” ma di “sapere”…

Ancora fondamentale il ruolo dell’amico epistolare Eddington

che ha fortemente contribuito alla ricerca delle prove e che, quando i newtoniani gli dissero:

“Lui è un teorico cosa può fare per noi?”

Eddington rispose:

“Può smentire e ribaltare tutte le leggi di Newton che dimostrano il funzionamento dell’universo…

Ecco cosa può fare per noi”

Ecco cosa disse Einstein in merito alla teoria e a Dio come emblema di essa:

“Anche se gli assiomi della teoria sono  imposti dall’uomo, il successo di una tale costruzione presuppone

un alto grado  d’ordine del mondo oggettivo, e cioè un qualcosa che, a priori, non si è per nulla autorizzati ad attendersi.

È  questo il “miracolo”che vieppiù si rafforza con lo sviluppo delle nostre conoscenze.

È qui che si trova il punto debole dei positivisti e degli atei di professione, felici solo perché hanno la coscienza di avere,

con pieno successo, spogliato il mondo non solo degli dèi, ma anche dei miracoli”.

“La mia religiosità consiste in un’umile ammirazione dello spirito infinitamente superiore che rivela se stesso

nei lievi dettagli che siamo in grado di percepire con le nostre fragili e deboli menti.

Questa convinzione profondamente emozionante della presenza di un potere ragionante superiore,

rivelato nell’universo incomprensibile, costituisce la mia idea di Dio”.

“Voglio sapere come Dio ha costruito questo mondo …. Voglio conoscere i suoi pensieri”.

“L’uomo con la semplice intelligenza può arrivare alla certezza dell’esistenza di Dio.”

Infatti c’è arrivata la più alta mente dell’antichità: Aristotele, e la più alta mente della modernità: Einstein….

Ora, il film di per sé non è un capolavoro, ma entrare nella vita di un genio,

beh quello lo è di certo e porta con sé sempre un carico di meraviglie.

 

 

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