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Father and son

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Fin dalle prime note una sorta di tenerezza infinita mi prende allo stomaco.
Sarà perché è un pezzo che parla di famiglia, sarà per la profonda e spessa voce di Cat Stevens, sarà perché il pensiero va nell’immediato a mio padre, sarà per tutte queste e altre ragioni che hanno poco di logico, certo è che questo brano è uno dei pochi tributi al rapporto, seppur complesso, tra padre e figlio e senza dubbio una delle canzoni più celebri della storia del progressive rock.

È messo in scena il conflitto generazionale vecchio quanto il mondo, ma messo giù con una delicatezza infinita e si lascia contornare dall’amore immenso che c’è alla base e che va oltre ogni apparente contrasto.

Se vogliamo possiamo vedere il messaggio anche da una prospettiva più ampia, quella che abbraccia noi come figli e qualcosa di più grande come Padre, che bistrattiamo o contrastiamo quando le cose non ci tornano, quando non riusciamo a capire…

Sempre più questo ruolo è diventato vittima di confusione quando invece, specie oggi, sembra essere diventato urgente un riscatto dei padri, c’è un vitale bisogno di loro, della loro figura di riferimento, di coloro che ci indicano il “fuori dalla porta” come stimolo molto più interessante della cameretta, l’esplorazione e il gioco come le forme più straordinarie di vita.
Un ruolo fondamentale che ci infonde la sicurezza delle radici e che innaffia il seme per farci spiccare il volo…

…ma entriamo nel testo…

Scritta ed interpretata dal cantante inglese Cat Stevens nel 1970, questa canzone riporta appunto un dialogo fra un padre che non capisce il figlio e un figlio che non riesce a comunicare con il padre, almeno apparentemente…

È uno splendida poesia in cui emerge il dualismo che ci propone costantemente la vita fra vecchio e nuovo, movimento e fermo, vita da vivere e ricordo, padre e figlio appunto.

È un vero e proprio dialogo, uno scambio di opinioni, cadenzato è scandito da due diversi e netti toni di voce, più profonda quella del padre e più alta ed emotiva quella del figlio…

È il momento per il figlio di imboccare la sua strada, di spiccare il volo, di cercare il proprio destino ed è nel contempo il momento per il padre di non essere d’accordo, di non capire il desiderio del figlio di volersi staccare da lui per seguire una nuova strada…

Un divario che, come dicevo sopra, si può tramutare in conflitto, ma che per fortuna non scade in questo, visto che la comprensione che il padre esprime con suoi consigli, prende il sopravvento.

Cat Stevens, inizialmente scrisse questa canzone come parte di ‘Revolussia’, un progetto musicale ambientato durante la rivoluzione russa, nel quale l’attore protagonista era un giovane rivoluzionario determinato ad andare a combattere contro la volontà del padre, progetto che però non prese mai vita.
“Father & Son” invece non solo prese vita, ma divenne addirittura canzone-simbolo di un contesto molto più ampio, un contesto che descrive gli impulsi contrastanti che da sempre hanno caratterizzato i rapporti fra le generazioni più giovani e quelle più anziane.

Il Figlio è proiettato verso “l’altro mondo” che riesce a vedere chiaro e pieno di sogni realizzati davanti a lui.

Il Padre invece cerca di proiettarlo in quello che già c’è, nella prospettiva del “restare”, di avere sogni si, ma ridimensionati a ciò che già c’è, di “sistemarsi”, trovare una ragazza e condurre una bella e regolare vita…
Lo mette in guardia dal compiere sciocchezze o cose stupide, di non bruciare le opportunità ma neanche le sue aspettative, di pensare a ciò che è già suo invece che ai sogni che probabilmente non realizzerà mai.

Il Figlio, di suo, sottolinea la frustrazione e la castrazione che prova ogni volta che il
Padre lo trattiene limitandone il suo potenziale, pur non mettendo mai in discussione il suo amore per il figlio…
Ha sempre obbedito alle sue richieste ma ora è giunto il suo momento e vuole sentirsi libero di perseguirlo…

Questo dialogo, in forme diverse, penso tocchi le corde di tutti perché credo che, almeno una volta nella vita, a tutti sia capitato un confronto di questo tipo, un confronto generazionale dove non c’è chi ha torto e chi ha ragione e proprio per questo ancora più complesso.

È un dialogo tra l’amore per la Vita da creare e l’amore per una Vita creata, letteralmente generata.
Un botta e risposta tra radici ed ali, commovente e allo stesso tempo stimolante che porta con sé un grande messaggio:
l’ ASCOLTO!
È in esso che risiede l’espressione più elevata dell’AMORE…
Dove c’è ascolto, c’è comunicazione e dove c’è comunicazione c’è scambio.
Portiamo il tutto a sufficienti livelli di buon senso e il gioco più difficile del mondo si placa e trova pace nell’accettazione.

“Alcune persone pensano che io stavo prendendo le parti del Figlio, ma come avrei potuto cantare la parte del Padre se non fossi riuscito a comprenderlo?
Ho riascoltato quella canzone recentemente e da un verso mi sono reso conto di come quello che parlava fosse il padre del padre del padre del padre del padre del padre del padre del padre di mio padre”. ( Cat Stevens )

 

 

TESTO TRADOTTO
PADRE E FIGLIO

Padre e figlio
Padre:
Non è tempo di cambiare
Rilassati, prendila con calma
sei ancora giovane, questa è la tua colpa
Hai ancora molte cose da conoscere
trovare una ragazza, sistemarti,
se vuoi puoi sposarti
Guarda me, sono vecchio,
ma sono felice
Una volta ero come sei tu ora,
e so che non è facile
Rimanere calmi quando hai trovato
qualcosa che va
ma prendi il tuo tempo, pensa a lungo
Perché, pensa a tutto quello che hai avuto.
Per te sarà ancora qui il domani,
ma forse non i tuoi sogni.
Figlio:
Come posso provare a spiegare,
quando lo faccio, si volge altrove di nuovo
È sempre la stessa vecchia storia
Dal momento in cui potevo parlare,
mi fu ordinato di ascoltare
Ora c’è una strada e so
che devo andarmene
So che devo andare
Padre:
Non è tempo di cambiare
Siediti, prendila con calma
sei ancora giovane, questa è la tua colpa
Ci sono ancora molte cose da affrontare
trovare una ragazza, sistemarti,
Se vuoi puoi sposarti
Guarda me sono vecchio,
ma sono felice
Figlio:
Tutte le volte che piansi,
tenendo tutto dentro di me
È dura, ma è anche dura
ignorare tutto
Se avevano ragione, ero d’accordo,
ma sono loro che tu conosci, non me
Ora c’è una strada e io so
che devo andarmene
So che devo andare

 

TESTO ORIGINALE
FATHER AND SON

Father:
It’s not time to make a change
Just relax, take it easy
You’re still young, that’s your fault
There’s so much you have to know
Find a girl, settle down
If you want, you can marry
Look at me, I am old
But I’m happy
I was once like you are now
And I know that it’s not easy
To be calm when you’ve found
Something going on
But take your time, think a lot
I think of everything you’ve got
For you will still be here tomorrow
But your dreams may not
Son:
How can I try to explain
When I do he turns away again
And it’s always been the same
Same old story
From the moment I could talk
I was ordered to listen
Now there’s a way and I know
That I have to go away
I know I have to go
Father:
It’s not time to make a change
Just sit down and take it slowly
You’re still young that’s your fault
There’s so much you have to go through
Find a girl, settle down
If you want, you can marry
Look at me, I am old
But I’m happy
Son:
All the times that I’ve cried
Keeping all the things I knew inside
And it’s hard, but it’s harder
To ignore it
If they were right I’d agree
But it’s them they know, not me
Now there’s a way and I know
That i have to go away
I know I have to go

 

 

 

 

 

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