Divergent

Premetto che a partire da Matrix mi sono molto appassionata di quel genere di cinema, quello misto tra realtà e fantascienza perché, mano mano mi sono accorta che di “fanta” c’è ben poco…?

DIVERGENT è un sulla stessa scia mischiata a quella di The Truman Show.
È il primo capitolo di una trilogia meravigliosa tratta dall’omonimo romanzo, dedicata per lo più ad un pubblico giovane ( ma sempre più cartoni e film di questo genere sono molto formativi anche per gli adulti…e questo ne è un valido esempio!)

Nel 2014 esce il primo al cinema e negli anni a seguire sono usciti anche il secondo capitolo Insurgent e la prima parte del terzo Allegiant, ad oggi manca la seconda parte dell’ultimo capitolo che dovrebbe uscire quest’anno.

La storia è avvincente, ambientata in un futuro che sopravvive ad una apocalisse.
In questa ambientazione a Chicago, per garantire ordine e pace, le persone vengono classificate in base al proprio carattere e separate in cinque fazioni:

-Gli Abneganti che conducono una vita semplice e altruista e per questo sono a comando del governo per il bene comune
-I Pacifici che credono nella felicità e nell’armonia e si occupano di produrre e distribuire cibo alla popolazione
-I Candidi che perseguono onestà e verità e per questo sono alla guida dei tribunali e della legge
-Gli Intrepidi che hanno un carattere coraggioso spericolato, sono i protettori, i soldati, i poliziotti
-Gli Eruditi che perseguono la logica e il sapere, la conoscenza, sono insegnanti, scienziati e dottori e si dedicano alla ricerca e alla cultura

…e poi ci sono altre sue categorie “particolari”:

-Gli Esclusi che sono persone che vivono al di fuori della società mendicando.

-I Divergenti, da cui il titolo….
Gli abitanti nascono in una fazione ma possono scegliere, all’età di sedici anni, la fazione a cui appartenere in base alle proprie preferenze e sono aiutati in questa scelta da un test attitudinale.
Chi non lo supera o risulta anomalo è un Divergente e viene ucciso, perché considerato una persona poco controllabile e perciò destabilizzante per la società.
La protagonista, Beatrice, è una Divergente e il suo segreto ( se reso pubblico ) le costerebbe la vita.
Non sopportando più le rigide regole degli Abneganti di cui è parte la sua famiglia, la ragazza sceglie gli Intrepidi, assumendo come nuovo nome Tris: l’addestramento però si rivela duro e violento, e i posti disponibili per entrare davvero a far parte della nuova fazione bastano solo per la metà dei candidati. Quattro, il suo istruttore, inizia ad avere dei sospetti sulla sua Divergenza…
Mentre si avvicina il giorno dell’esame finale, Quattro invece di denunciarla, la aiuta a mascherare la propria natura e le insegna a comportarsi come farebbe una vera Intrepida.
Tris supera l’esame!
Subito dopo il test finale, il capo degli Eruditi, Jeanine, costringe tutti gli Intrepidi a farsi iniettare un dispositivo di localizzazione, che, in realtà altro non è che un modo per controllare e guidare la loro mente.
Tris scopre che questa iniezione ha trasformato tutti gli intrepidi in robot privi di volontà propria, il cui vero scopo è uccidere tutti gli Abneganti.
Essendo Tris una Divergente, su di lei il magheggio non ha funzionato e dopo aver scoperto il posto di controllo da dove Janine manovra il tutto vi si introduce e la costringe ad annullare questo controllo mentale che costringe gli Intrepidi ad uccidere gli abneganti.
Tris è accusata invece per la morte degli abneganti.
Da qui seguono una serie di peripezie, inseguimenti, distruzioni fino a giungere a
Jeanine che è convinta che la soluzione a tutto risieda in un’antica scatola che può essere aperta solo da un Divergente speciale.
La scatola, che si ritiene contenga un messaggio degli antichi, era custodita dalla famiglia di Tris nella vecchia casa nel quartiere degli Abneganti e dopo lo sterminio di questi, gli Eruditi ne entrano in possesso.
Inizia la caccia a tutti i divergenti e a Tris in particolare…
Tutti vengono sottoposti alle prove speciali necessarie per aprire la scatola, ma tutti puntualmente muoiono nell’eseguire le prove.
La ragazza decide quindi di consegnarsi volontariamente per mettere fine alle tante morti.
Dopo avere superato in successione le prove tranne l’ultima, quella dei Pacifici, la ragazza cade in uno stato di morte apparente, provocato da un suo alleato.
Aiutata da Quattro e dagli altri Esclusi e Intrepidi alleati contro gli Eruditi, Tris riesce a superare anche l’ultima prova che, alla fine, era quella basata sul perdono… e chi si trova d’avanti?????
Se stessa…
Infine riesce ad aprire la scatola e rivelarne il contenuto: un video messaggio in cui una donna proveniente dall’esterno della città spiega che Chicago non è l’ultimo città della civiltà post apocalisse, ma un posto isolato nel quale alcune persone erano state confinate per un esperimento: vedere se i cittadini sono pronti per il “mondo esterno” e l’esistenza dei Divergenti avrebbe costituito la dimostrazione di ciò…
Grazie a Quattro il video viene diffuso in tutta la città.
Tutti i cittadini appartenenti alle cinque fazioni si avviano dunque verso la barriera che delimita i confini della città.
Tris e Quattro si avventurano in un mondo a loro nuovo e sconosciuto, al di fuori di Chicago; qui verranno presi in custodia da un’agenzia misteriosa conosciuta come il Dipartimento di Sanità Genetica che vanificherà le loro precedenti convinzioni per rivelare nuove e sconvolgenti verità.
Tris dà tutta la sua fiducia al capo di tutto quel sistema, David, che le fa vedere da dove era venuta sua madre e le dice che fidandosi di lui avrebbe continuato la sua impresa.
Quattro, nel frattempo, è deluso perché Tris sembra sempre occupata non gli dà attenzioni; è prevista una nuova battaglia tra il bene e il male, tra il presente e il passato e soprattutto tra David e Quattro.
Questo film è pieno di messaggi importanti che vanno dalla consapevolezza di sè, all’accettazione della diversità, ai sensi di colpa, al perdono, per non parlare della manipolazione, della conformazione, della depersonalizzazione e omologazione.

Si evince grazie alla protagonista quanto coraggio sia necessario oggi per essere diversi.

Le fazioni costituiscono le etichette sociali e mentali che ci danno e che ognuno di noi si dà.
Si capisce quanto limitante sia, anche se l’etichetta è apparentemente positiva, perché costituisce comunque un vincolo, infatti costringe ad agire e pensare in un certo modo entro certi schemi.
Se tu SEI in un certo modo, allora appartieni ad una certa fazione, ma vale anche il contrario se tu appartieni ad una certa fazione, allora devi comportarti in un certo modo.
…e siccome l’intento che c’è dietro è nobile: mantenere la pace, allora nessuno osa metterne in discussione l’esistenza.
Nessuno tranne una: lei, la divergente, colei che non rientra in nessuna etichetta, che non può essere posizionata in nessuno scaffale perché non classificabile e per questo scomoda, da eliminare.

Attenzione perché qui il messaggio è molto forte per tutti coloro che hanno trovato nel controllo la loro ragion d’essere…
Il diverso arricchisce ma se non gliene dai la possibilità privi il mondo intero di una risorsa importante.
Oggi questo uniformarsi è molto presente per questo un “divergente” dei giorni nostri fa più fatica, deve attraversare diverse prove speciali quali il bullismo per esempio… capisci il senso?

Come nel film anche nella nostra bella “fanta-realtà” non è che i “divergenti” trovano tutto questo supporto, ma anzi, devono lottare più di altri per farsi sentire, quando va bene perché gran parte invece si arrende prima e si omologa.
Alla fine se non ci si omologasse e se non si lasciasse che qualcuno ci appiccicasse delle etichette scopriremmo tutti di essere divergenti, già… se ognuno seguisse il proprio motivo e non quello che si aspettano gli altri, i vari controllori, il mondo di certo sarebbe più ricco…

Tris è chiamata a superare tutte le sue paure fino a quella più grande…

Un ultimo straordinario emozionante messaggio arriva nell’ultimo scontro prima di riuscire ad aprire la scatola.
Tris non era riuscita a superare la prova dei pacifisti e, nel finale, si trova davanti se stessa, si rende conto che per superare quella prova deve perdonare…
Ma è chiamata a superare la prova più difficile per un uomo: perdonare se stesso.
Lei è stata logorata dal senso di colpa perché ha sempre ritenuto che la morte dei suoi genitori come di tutti gli altri fosse dipesa da lei, che lei ne fosse la causa e per questo non riusciva a perdonarsi.
Finalmente nel confronto finale si accorge che il modo migliore per perdonare è mollare la presa, sia fisica che mentale.
Nel momento stesso in cui lei apre i pugni e libera un bel respiro ingloba dentro l’altra parte di sé, quella che finalmente riesce a perdonare…e finalmente la sua unicità è completa!

Bellissimo!!!

 

 

 

 

 

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