Cosa faresti se nessuno ti giudicasse?

Siamo parte di un sistema abbastanza malato, vigile e pronto a puntare il dito, come se non si aspettasse altro che una distrazione o un errore per avere qualcosa su cui sparlare da giudicare e criticare.

Il giudizio è il freno più potente verso la felicità, non è altro che paura, si paura di non saper gestire il diverso da sé, paura di perdere il controllo, di non avere potere.

Chi giudica fondamentalmente è un insicuro che ha solo paura di mostrare la sua imperfezione.

Avrai sentito mille volte la famosa metafora del: “ogni volta che qualcuno punto un dito contro qualcosa o qualcuno ne ha tre rivolti verso se stesso”, che viene utilizzata proprio per dare il senso e la misura di quanto, chi giudica, lo faccia in primis verso se stesso.

Durante i miei corsi dico spesso di iniziare ad interrompere lo schema del malessere, rabbia, nervosismo e conflitto causati da un giudizio o critica, che dir si voglia, con un semplice: GRAZIE!

Si, hai capito bene… GRAZIE!

Se qualcuno muove un giudizio verso di te ringrazia, già solo questo fa perdere potere all’altro…

Ovvio che il giudizio e la critica di cui sto parlando è di valenza non costruttiva…

La prima cosa da fare è riappropriarsi dell’amor proprio e della stima di sé.

Ogni volta che dai potere ad un giudizio esterno stai togliendo potere a te stesso, stai ammettendo inconsapevolmente che l’opinione di qualcun altro ha più peso della tua, posizionandoti assolutamente al di sotto della stima che dovresti nutrire per te stesso.

Mi segui?

Se il giudizio di qualcuno ha il potere di influenzare le tue emozioni, capisci bene che sei tu ad aver ceduto all’altro le redini della tua gestione, le redini di te stesso…è lui che guida?

Capisci?

Lo so che sembra assurdo fare questo ma è proprio ciò che accade ogni qualvolta un giudizio esterno influenza le tue emozioni, i tuoi pensieri, le tue azioni.

Fai attenzione perché tante volte chi punta il dito dice cose giuste ma  con un intento sbagliato, quello del controllo….

…e il controllo, ti ricordo che è dettato dalla paura…. che, sappiamo tutti non essere una buona consigliera.

Tu: “Voglio finalmente lasciare il posto fisso e mettermi in proprio, si è presentata una bella occasione…”

Dito puntato: ” Ma sei fuori di testa? Con i tempi che corrono lasci il sicuro per l’incerto? Sai quanti vorrebbero essere al posto tuo? Non ci pensare proprio…”

Tu: ” Non sto più bene con il mio compagno e penso che sia meglio che ognuno prenda la propria strada…”

Dito puntato: ” Tu stai delirando… e poi…ai tuoi figli non ci pensi?

In tutte le coppie ci sono problemi, non esiste il rapporto delle favole, la vita è un’altra cosa, bisogna sempre scendere a compromessi…”

Tu: ” A questo punto della nostra attività è giunto il momento di fare il salto di qualità…

Dobbiamo investire…”

Dito puntato: “Non dirlo neanche per scherzo… con tutti i rischi che ci sono ha zero senso e poi… non navighiamo nell’oro ma non stiamo neanche male…”

E via discorrendo…

1- Comincia a chiederti innanzitutto se nei tuoi pensieri, nelle tue emozioni e nelle tue azioni sei più guidato dalla paura o dal coraggio ( o amore ).

Se è la paura a guidarti di certo hai perso e continui a perdere un sacco di occasioni e, anche se non ti piace sentirtelo dire, stai vivendo a metà, col freno a mano tirato… ( …ed è un peccato… ), avrai un sacco di rimpianti, poi puoi ristrutturartela come vuoi raccontandoti che a te sta bene così, che ti accontenti, ma infondo al tuo cuore sai qual è la verità…

Se è il COR-aggio ( amore ) a guidarti di certo cogli e crei occasioni per vivere al 100% o almeno avvicinartici, avrai qualche errore o fallimento sulle spalle ma di certo non sarà un giudizio o una critica a fermare la tua sete di vita…

2- E adesso che hai trovato la risposta prendi un foglio e scrivi di getto, senza pensarci più di tanto:

” Cosa faresti se nessuno ti giudicasse”?

Scrivi piccole e grandi cose.

Fatto?

Adesso scegli la prima azione che puoi fare subito e senza perdere un attimo di tempo FALLA ORA!

PS  Quando ti ho chiesto ” Cosa faresti se NESSUNO ti giudicasse”, ho omesso di dirti che in quel nessuno ci sei anche TU…

 

 

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