Collateral Beauty

“Sono l’amore e sono la trama della vita”

Se non lo avete ancora visto vi suggerisco di affrettarvi perché è ancora nelle sale.

Ho atteso il 4 gennaio fin da quando ad ottobre ho visto per la prima volta il trailer.

L’impatto è stato forte non tanto per il tema in sé quanto per il modo di affrontarlo.

Per chi non sapesse ancora di cosa sto parlando riassumo brevemente la trama:

Howard è un dirigente pubblicitario di un’importante azienda di New York, stimato e lodato da tutti.
In seguito alla morte della figlia di 6 anni, non riesce a tornare a vivere.
I suoi tre migliori amici e colleghi di lunga data vengono a sapere che ha scritto delle lettere, ma non a persone… lettere a tre astrazioni, al Tempo, all’Amore e alla Morte e decidono di intervenire.

Dopo aver assoldato un investigatore privato e aver intercettato alcune lettere di Howard decidono di ingaggiare tre teatranti che impersonino queste entità e si confrontino con Howard in modo da farlo confrontare con sé stesso e riportarlo alla realtà, scuotendolo e riportandolo alla consapevolezza che la sua vita non è finita.

Già la trama dà tanto materiale su cui riflettere con tre elementi chiave per me:

IL TITOLO: Bellezza collaterale che ha impattato in maniera strong con il mio pubblicizzare costantemente quello che è l’allenamento al pensiero laterale, il guardare le cose da punti di vista diversi, lo scorgere il buono in ogni cosa, situazione, persona, l’andare al di là di ciò che appare per scorgerne e coglierne l’essenza.
LA SCRITTURA a tre astrazioni è ciò che più di ogni altra cosa mi ha fatto empatizzare fin da subito con il film visto il potere che le riconosco da sempre e che ha esercitato ed esercita su di me.
L’utilizzo di essa come “terapia” che permette di elaborare, in qualche modo, un’ esperienza traumatica.

LA MATERIALIZZAZIONE: il rendere tangibile, far toccare con mano ciò che fino ad allora era solo una semplice astrazione e per questo più facilmente gestibile.
Quando ti trovi a dover affrontare le cose non solo nella testa o nel cuore ma faccia a faccia ecco che improvvisamente qualcosa di miracoloso accade: non ti è più concesso il procrastinare, devi affrontare e, in un modo o nell’altro, risolvere.

Non ho atteso oltre l’attendibile e quindi, il 4 gennaio data di uscita nelle sale italiane, ero in prima fila allo spettacolo pomeridiano per “vedere” questa pellicola tanto attesa, che ha scatenato in me tante aspettative, perché in Collateral Beauty molto si gioca nella mente e nel cuore.

Aspettative completamente stravolte…

Tutto quello che c’era da cogliere del significato lo avevo già colto dal trailer, quindi la mia aspettativa era fondata su un’amplificazione di quel messaggio e invece…

Sorpresa!

Infinite bellezze collaterali, fatte di scene vaghe, personaggi che nell’aiutare l’altro risolvono se stessi; astrazioni che rimangono tali ma che impattano come nessuna altra cosa più concreta avrebbe potuto; rispetto dell’individualità nell’elaborazione di una esperienza…; connessioni ben pensate in cui è fatta vivere alla perfezione l’interconnessione tra tutti gli elementi; amore, tempo e morte come carburante di tutto ciò che ci muove; una interpretazione magistrale del potere del dolore, la costruzione e la distruzione e ancora la costruzione…

Tanti tantissimi collegamenti all’uscita dal cinema, si perché lì per lì ho realizzato che avevo assistito ad un bellissimo film, ma il bello e inaspettato è arrivato dopo, quando, a freddo, ho consapevolizzato le infinite bellezze collaterali che questa pellicola contiene e accende…un “effetto domino” che non si spegne…

In una intervista Will Smith ha condiviso il fatto che questo copione gli è arrivato tra le mani in un momento particolarmente impegnativo della sua vita: aveva da poco scoperto che il papà, di li a poco, sarebbe “volato via…”
Dice teneramente che è stato come se questo lavoro lo avesse preparato al distacco, sia lui che suo padre.
Si sono detti tutti i non detto di una vita, si sono rassicurati a vicenda e lui lo ha accompagnato nella serenità fino alla fine…

Film straconsigliato, nonostante e soprattutto visto un gran dissenso da parte dei critici, quelli “ufficiali” che, evidentemente, sono troppo “ufficiali” per cogliere la bellezza formativa e guaritrice di questa pellicola…

…e della colonna sonora ne vogliamo parlare?

 

 

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