…che tutto va come deve andare

Ognuno di noi ha un suo specifico ruolo, è nato per quello ed è attraverso quel ruolo che passa la sua evoluzione.
Hai mai pensato al mondo come ad una grande officina ? Una sorta di laboratorio dove ognuno di noi deve assolvere al suo ruolo specifico affinché tutto funzioni. C’è chi si occupa di mantenere pulito il laboratorio (imprese di pulizie), chi della salute dei suoi abitanti (medici, personal trainer,ecc.), chi del funzionamento delle varie macchine (tecnici, meccanici), chi dell’istruzione (insegnanti), chi si occupa di renderlo più bello e confortevole ( architetti, ingegneri, artisti), chi della sua evoluzione (scienziati, coach, ecc.) ecc. ecc.
Ognuno ha il suo specifico ruolo ed è nato per quello. Gli intoppi avvengono quando, nonostante questo, ci si ostina a svolgere un ruolo che non è il proprio, non perché non se ne è capace, solo perché non è il proprio, perché è nato per altro.
…e come faccio a sapere quale è il mio “ruolo?”
Semplice, seguendo ciò che ti fa svegliare con la voglia di agire in quel senso.
Il cuore ( la parte più saggia di noi ) sa per cosa siamo nati, peccato che in molti casi ci siamo abituati ad ascoltare altro. E’ necessario alzare il volume della “sua voce” per ritrovare la strada… anche se poi il lavoro non finisce li….bisogna avere il coraggio di seguire quella voce.
Fin da piccola pensavo che il mondo fosse una macchina perfetta e nelle mie preghiere della notte, dopo aver fatto quelle canoniche, ne aggiungevo una tutta mia. Avendo paura che i miei genitori morissero, visto che 3 dei miei nonni sono morti giovanissimi (44, 44, 46 anni), chiudevo le mie preghiere con un tenero :
” Dio fa che tutto vada come deve andare”
avendo la ferma convinzione che qualunque cosa accadesse, anche se poteva farmi stare male o se non riuscivo a capirla, sapevo in cuor mio che c’era un disegno più grande e di certo” giusto”.
Questa mia forte credenza l’ho riscoperta qualche anno fa durante uno dei corsi che io amo di più, il Leadership Seminar, dove in veste di Coach ogni anno revisiono la mia vita, i miei valori, le mie regole, la mia mission per verificare se sto svolgendo bene “il mio ruolo” o se c’è da raddrizzare il tiro.
Quando ricomparve riaffiorò nell’immediato questo tenero ricordo da bimba di 4 massimo 5 anni e da allora è diventata la mia bussola.
…ed è proprio grazie a questa bussola che oggi riconosco più che mai l’ esigenza del FERMARSI.
FERMARSI vuol dire stare in silenzioso e produttivo ascolto. Vuol dire rispettare quel famoso ruolo e cogliere i segnali che la vita costantemente ci manda per dirci che stiamo facendo bene o che è arrivato il momento di fare un ulteriore salto evolutivo.
Fermarsi vuol dire avere il coraggio di aspettare l’invito della vita invece che agire come un forsennato alla ricerca di qualcosa che probabilmente non è il tuo.
Proprio per questo ti dico:” ascoltati e segui il tuo ruolo, costi quel che costi, non sei nato per dimostrare niente a nessuno, neanche a te stesso, per cui liberati da questo e segui “il motivo per cui tu sei qui”.”

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